guercino

Insieme agli altri due polittici con l'Incoronazione della Vergine e la Presentazione al Tempio, è da assegnare alla fase più tarda dell'artista, caratterizzata, dopo le precedenti esperienze riminesi, da una appassionata quanto vivace vena narrativa propria della coeva miniatura.

È l'unica opera del maestro modenese conservata a Bologna, ove Tomaso si educò sull'esempio di Vitale e di miniatori quali Niccolò e Giacomo.
Eseguita prima del 1349 forse su commissione privata prima della partenza per Treviso, presenta interesse anche per la rara interpretazione iconografica.
I tre "atteggiamenti" della Vergine nella zona centrale sono relativi a tre diverse iconografie.
Nella terza scena è intenta a lavorare a maglia con i doppi ferri: si tratta di una delle più rare e antiche presenze in Occidente del tema della Madonna operosa, che prepara la tunica per il piccolo Gesù (tema più diffuso in Oriente fin dal Medioevo, di cui di recente sono stati studiati i passaggi nella pittura tre-quattrocentesca italiana e occidentale).
Con la Madonna del Ricamo di Vitale costituisce una significativa presenza del soggetto in Emilia.

Questo è uno dei sei frammenti (Morte della Vergine, Martirio di Santa Cristina, San Gregorio nello studio, Visione di San Romualdo, Un angelo e due Santi, Un Angelo, Santa Lucia e San Paolo) che restano di un unico complesso decorativo andato in parte perduto, e pervenuto in Pinacoteca dall'Istituto delle Scienze tramite il lascito Savorgnan nel 1776.
Si può ipotizza che il polittico presentasse al centro la Dormitio Virginis, mentre ai lati dovevano figurare sormontati dalle cuspidi con Angeli e Santi almeno quattro pannelli, tre dei quali sono pervenuti.
I soggetti raffigurati in queste tavole fanno pensare che il polittico si trovasse originariamente nella chiesa del monastero delle monache camaldolesi di Santa Cristina.

Questo è uno dei sei frammenti (Morte della Vergine, Martirio di santa Cristina, San Gregorio nello studio, Visione di San Romualdo, Un angelo e due Santi, Un Angelo, Santa Lucia e San Paolo) che restano di un unico complesso decorativo andato in parte perduto, e pervenuto in Pinacoteca dall'Istituto delle Scienze tramite il lascito Savorgnan nel 1776.
Si può ipotizzare che il polittico presentasse al centro la Dormitio Virginis, mentre ai lati dovevano figurare sormontati dalle cuspidi con Angeli e Santi almeno quattro pannelli, tre dei quali sono pervenuti.
I soggetti raffigurati in queste tavole fanno pensare che il polittico si trovasse originariamente nella chiesa del monastero delle monache camaldolesi di Santa Cristina.

Questo è uno dei sei frammenti (Morte della Vergine, Martirio di santa Cristina, San Gregorio nello studio, Visione di San Romualdo, Un angelo e due Santi, Un Angelo, Santa Lucia e San Paolo) che restano di un unico complesso decorativo andato in parte perduto, e pervenuto in Pinacoteca dall'Istituto delle Scienze tramite il lascito Savorgnan nel 1776.
Si può ipotizza che il polittico presentasse al centro la Dormitio Virginis, mentre ai lati dovevano figurare sormontati dalle cuspidi con Angeli e Santi almeno quattro pannelli, tre dei quali sono pervenuti.
I soggetti raffigurati in queste tavole fanno pensare che il polittico si trovasse originariamente nella chiesa del monastero delle monache camaldolesi di Santa Cristina.

Questo è uno dei sei frammenti (Martirio di Santa Cristina, San Gregorio nello studio, Visione di San Romualdo, Un angelo e due Santi, Un Angelo, Santa Lucia e San Paolo) che restano di un unico complesso decorativo andato in parte perduto, e pervenuto in Pinacoteca dall'Istituto delle Scienze tramite il lascito Savorgnan nel 1776.
Si può ipotizza che il polittico presentasse al centro la Dormitio Virginis, mentre ai lati dovevano figurare sormontati dalle cuspidi con Angeli e Santi almeno quattro pannelli, tre dei quali sono pervenuti.
I soggetti raffigurati in queste tavole fanno pensare che il polittico si trovasse originariamente nella chiesa del monastero delle monache camaldolesi di Santa Cristina.