guercino

L'affresco, quasi totalmente perduto nella metà inferiore, rappresenta ancora un momento della fuga di Ruggero e della sua vittoria grazie al potere magico del suo scudo.

Continua in questo affresco, uno dei meno compromessi del ciclo, la storia di Ruggero che dopo aver ceduto alle grazie ingannatrici di Alcina riesce a sfuggire alla maga, richiamato alla realtà dal potere dell'anello di Bradamante ricevuto dalla maga buona Melissa.
La composizione è incentrata sulla figura dinamica di Ruggero, mentre lo sfondo si apre su uno straordinario paesaggio di ispirazione veneto-ferrarese.

Immagini di una elegante favola cavalleresca, che si spiega sulle pareti come su frontespizi di libro, distaccandosi dalla più tradizionale soluzione decorativa bolognese a fregio continuo.
"Grazia" parmense (Parmigianino) ed echi delle anatomie michelangiolesche sono calati in un mondo formale equamente ripartito fra il polo fantastico e quello naturalizzante (Dosso e Correggio ne sono le principali matrici) con la fondamentale impronta del più nobile classicismo raffaellesco emiliano (Girolamo da Carpi, Girolamo da Treviso).