guercino

Il dipinto fu eseguito a Bologna, dove l'artista si era trasferito nel 1642 dopo la morte di Guido Reni.
Per quanto riguarda la datazione, è documentato che un primo pagamento all'artista per la realizzazione dell'opera fu effettuato il 24 agosto 1646 e che il saldo venne corrisposto il 23 novembre 1647.

Il dipinto, che in origine si trovava nell’appartamento dell’abate dei Padri Celestini in Santo Stefano a Bologna, raffigura Pietro da Morrone, salito al soglio pontificio come Celestino V e fondatore della Congregazione degli Eremiti di San Domenico, diventati in seguito Celestini. Colpiscono i dati descrittivi della pittura del Cittadini, noto col soprannome di “il Milanese” a causa delle sue origini, e l’attenzione minuziosa con cui indaga la ricca decorazione della tiara papale e il prezioso ricamo del piviale, così come l’intensità dell’analisi fisionomica.

Segnalato da Malvasia (1686) come "uno de più formidabili quadri, che ... esponesse alla pubblica ammirazione il Guercin da Cento", è il capolavoro giovanile del pittore allora ventinovenne (1620).
Costituisce il più maturo risultato delle sue sperimentazioni luministiche.
Sono noti numerosi disegni preparatori.

Commissionato dal conte Ettore Ghislieri come pendant del San Giovanni Battista, fu eseguito negli anni 1648-1649.
Il pagamento è registrato nel libro dei conti dell'artista il giorno 30 marzo 1649.
Lo scarto di cinque anni rispetto all'altro ovale già  affaccia sensibili mutazioni stilistiche.
Come afferma Denis Mahon, questo San Giuseppe "con la delicatezza dei suoi pallidi colori, annuncia delle caratteristiche che divennero comuni verso la fine di quel decennio e l'inizio del successivo".

Donato da Carlo Salaroli al Senato di Bologna ed esposto nell'appartamento del Gonfaloniere nel Palazzo Pubblico, è entrato in seguito con le soppressioni a far parte delle raccolte della Pinacoteca felsinea.
Nota elaborazione di un tema frequentemente trattato dal Cantarini nell'arco della sua breve e pur intensa carriera, è stato riferito alla fine del primo soggiorno bolognese per le tangenze più marcate con le opere di Guido Reni.

Committente fu il conte Ettore Ghislieri che istituì un'Accademia di pittura nel proprio palazzo verso la metà  del Seicento.
Il conte portò con sé questo ed altri dipinti quando nel 1652 entrò nella Congregazione degli Oratoriani nella chiesa di Santa Maria di Galliera.
Alcuni anni dopo ordinò al Guercino il pendant raffigurante San Giuseppe.
Il pagamento di questo dipinto è registrato nel libro dei conti dell'artista alla data 14 dicembre 1644.