guercino

Appartiene alla serie di dipinti commissionati dall'irlandese Owen Mc Swiny e venduti ai duchi di Richmond.
Databile al 1726, è opera di collaborazione tra Monti (figure), Ferrajoli (paesaggio), mentre le rovine architettoniche spettano al Mirandolese.

Questo dipinto appartiene, assieme alla Tomba allegorica del Duca di Marlborough esposto in questa stessa sala, alla serie commissionata nel secondo decennio del Settecento da Owen Mc Swiny a numerosi artisti, tra i quali S. Ricci, Piazzetta, Pittoni e Balestra, e venduta ai duchi di Richmond a Goodwood.
Si tratta di opere di collaborazione fra Creti, che vi dipinse le figure, Carlo Basoli, che si rivela autore dell'architettura, e Nunzio Ferrajoli, cui spetta l'esecuzione del paesaggio.
Una iscrizione, probabilmente rifatta ma attendibile, sul dipinto, attesta la responsabilità  di Creti per le figure e di Besoli per l'architettura, e indica quale data di esecuzione il 1729.

Questo dipinto appartiene alla serie commissionata nel secondo decennio del Settecento da Owen Mc Swiny a numerosi artisti.
Per la descrizione vedi il dipinto Tomba allegorica di Boyle, Locke e Sydenham esposto in questa stessa sala.

L'opera di cui si conoscono bozzetti e studi preparatori fu eseguita tra il 1672 ed il 1676.
La rappresentazione di sapore teatrale, sembra un omaggio al melodramma, e si modula su schemi compositivi equilibrati.

La frequenza con la quale questo soggetto ricorre nella produzione di Dal Sole, allievo prediletto di Pasinelli, sta ad indicare da un lato le predilezioni dei collezionisti per le tematiche sacre ambiguamente contaminate da elementi profani, dall'altro l'abilità dell'artista nell'esaltare tali aspetti attraverso raffinatezze pittoriche e preziosità cromatiche.

Di dimensioni e formato uguali alla tela con Achille tuffato nello Stige della stessa Pinacoteca Nazionale, questo dipinto appartiene tuttavia ad una fase più tarda della produzione dell'artista.
È stata proposta una datazione ai primi anni del quarto decennio.